Scrivere e fare arte in genere significa voler duplicare il mondo, crearne uno nostro.
Perché quello reale non ci basta.
Non è detto sia migliore o peggiore, è solo per il gusto di sentirsi Dio.
Il problema è che, tranne i geni, si tratta di un artefice sempre insoddisfatto, insufficiente: forse, proprio come Dio.


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