La mia vita

    Sono nato nel 1963, e sono ancora vivo. Più o meno.

    Venni alla luce tra il deserto libico e il mare. C'era profumo di arance, mio nonno sempre a cavallo, palme e sabbia, e io fino a sei anni ho creduto d'essere l'unico bambino al mondo. Poi ci fu una rivoluzione. Non tornai mai più in Libia.

    Sono cresciuto in posti diversi, ho studiato in Italia, viaggiato in Africa, abitato negli Stati Uniti, in Germania Ovest, Francia, Spagna. Da molto tempo la mia casa è a Monte-Carlo, luogo calmo dove evito accuratamente frequentazioni e conoscenze. Nella mia vita voglio avere un'unica compagna, mia moglie Rossella, bella come il mare.

    Anche di mestieri ne ho fatti parecchi - dopo l'università, Giurisprudenza prima, Filosofia poi -, dall'impiegato al redattore, skipper, addetto stampa, correttore di bozze, ho scritto libri per conto di altri. Ho sempre scritto cose, ma per mantenermi sono diventato perfino velista di professione. Ho navigato per anni a vela; è bello solo ora a ripensarci.

    Un giorno feci l'esame da giornalista. Leggevo di arte, di storia, letteratura, anche politica: ho iniziato a raccontarne. Mi pagarono. Oggi curo mostre d'arte, recensisco artisti, firmo cataloghi.

    Adesso avrei tempo per i miei libri. Forse. Ma la verità è che non c'è più molto tempo. Non ce n'è mai stato. Le cose non sono sempre andate come previsto, e io non ne ho più voglia. Così è più facile che c'incontriate, me e Rossella, in una spiaggia isolata, o a cavallo in campagna. Per sempre assieme.

    Di tanto in tanto lavoro da volontario in un canile. Non so se esista un'altra scocciatura dopo questa buffonata della vita, spero soltanto, una volta morto, che mi corrano incontro tutti i cani che ho conosciuto nei miei anni.


    Difenderò sempre la democrazia americana contro chi la combatte in nome di oscurantismi tirannici. Credo nell'Occidente (unico luogo ove si protegge la democrazia), e credo nei suoi figli: la carità cristiana (raro messaggio d'amore e tolleranza), e la ragione illuminista (che consente di criticare perfino la ragione stessa). Sono un amico del popolo ebraico e auspico lunga vita allo Stato d'Israele.