La mia vita

    Sono nato nel 1963 a Tripoli, in Libia, da una coppia d'italiani spensieratamente avventurosi.
    Ho passato l'infanzia in un grande ranch nell'oasi El Maja, fra palmeti, aranceti, dune e tramonti infiniti. Ricordo ancora il mio sguardo strabiliato mentre mio nonno cavalcava su e giú per le piantagioni.
    Passando attraverso un golpe militare, la mia famiglia si trasferì a Monte-Carlo quando ero ancora bambino, e io iniziai le scuole italiane. In Italia mi laureai in Giurisprudenza, poi per disintossicarmi mi iscrissi a Filosofia. Dopodichè, ormai assuefatto, continuai a studiare: storia, letteratura, arte, geopolitica.
    Da giovane ho vissuto in vari paesi, sono tornato spesso in Africa, mi sono ritirato per parecchio tempo a Tozeur, nel profondo del deserto tunisino, dove molto ho amato la vita.
    Ho conosciuto entrambe le Germanie prima che ridiventassero una sola, ho abitato a New York quando ancora nessuno poteva immaginare la stupidità di chi l'avrebbe colpita l'11 settembre 2001. L'America l'ho vissuta a lungo, nella costa East e nel West. Saró sempre filo-americano. Specialmente oggi che l'anti-americanismo ottuso, vile e manicheo costringe ad accantonare la critica razionale per prendere a oltranza le difese degli Usa.
    Adesso vivo stabilmente nel Principato di Monaco, con brevi permanenze in altre parti del mondo.
    Sono stato per anni un insofferente funzionario aziendale, prima come responsabile logistico di un'impresa di costruzioni internazionali, poi come amministrativo nella gestione di un porto turistico. In realtà volevo solo stare in mezzo ai libri. Deciso a non permettere oltre che la mia testa fosse affollata di problemi insensati - quali la burocrazia, la contabilità, i fatturati, e altre amenità del genere - mi sono gettato a tempo pieno nella scrittura. Fu questo a condurmi a lavorare per un'agenzia editoriale, grazie alla quale ho imparato il mestiere di redattore.
    La vela mi ha permesso di mantenermi nei periodi bui, lasciandomi il tempo per scrivere. Cosí, tanti anni addietro, ho navigato in lungo e in largo nel Mediterraneo e non solo, portando in giro barche per denaro e cacciandomi in conradiane avventure. Quindi, una certa dose di nichilismo ha fatto sí che persistessi nell'attività agonistica, fino a trasformarmi in un regatante professionista e - impensabilmente quanto immeritatamente - a farmi vincere tre titoli mondiali. Ho curato gli interessi di alcuni team, gestito organizzazioni, logistiche, uffici stampa. L'ironia della vita mi ha fatto partecipare a regate importanti per cui da giovane avrei venduto l'anima, é stato bello ma ormai era tardi e mi maledicevo per il tempo che mi facevano perdere. Un giorno arrivò il momento di cambiare di nuovo tutto.
    Adesso finalmente riesco a starmene in pace a scrivere e a studiare. Ovviamente la mia misantropia e intolleranza ai maneggi degli umani mi impedisce sempre di coltivare delle utili relazioni sociali, pertanto lavoro in solitudine senza darmi troppo affanno nella ricerca di vantaggiose frequentazioni editoriali.
    Grazie a Dio, a metà della mia esistenza, ho incontrato una magnifica compagna, la luce della mia vita. Si chiama Rossella.
    Oggi sono giornalista. Collaboro con parecchie testate, diversissime tra loro, a cui offro la mia variegata esperienza (vedi in questo sito sezione Giornalismo): sono corrispondente estero per alcune testate d'arte e vado in giro a commentare mostre e artisti, mi appassiono di politica internazionale, e spesso, come reporter, ho ancora i piedi sulle barche.
    Per il resto, passo molti mesi dell'anno sulle pagine del mio prossimo libro. Che è sempre meglio che lavorare.


    Credo nell'Occidente (unico luogo ove si protegge la democrazia), e credo nei suoi figli: la carità cristiana (raro messaggio d'amore e umana tolleranza), e la ragione illuminista (che permette di criticare perfino la ragione stessa).
    Sono un amico del popolo ebraico e auspico lunga vita allo Stato d'Israele.